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Modelli 231 La Nuova Iso 37001 sul Sistema di Gestione Anticorruzione

Modelli 231 La Nuova Iso 37001 sul Sistema di Gestione Anticorruzione può essere l’Occasione per un Riesame Straordinario. Di Enrico PINTUCCI partner AQM per i MODELLI 231

Giornali e televisioni ci tartassano  quotidianamente con notizie su fatti di corruzione, eppure da parecchio tempo non si parla più di 231.

Negli ultimi due  anni sono intervenute alcune integrazioni significative in merito ai reati presupposti, quali la frode informatica e la sostituzione di identità digitali, l’associazione di tipo mafioso, l’autoriciclaggio e gravi delitti ambientali, ma l’attenzione delle aziende, specie delle piccole, alle necessità di aggiornamento dei modelli organizzativi risulta modesta. Inoltre resta in sospeso l’emanazione del decreto legislativo sull’adeguamento della regolamentazione dei reati di corruzione tra privati, al momento non rispondente alle direttive europee e risultano ancora poco soddisfacenti gli orientamenti della giurisprudenza in merito al vaglio sull’idoneità dei Modelli 231, argomento  che costituisce ancora oggi uno dei principali motivi di rinuncia all’adozione dei Modelli stessi.

Si comincia invece a parlare della ISO 37001, la nuova norma certificabile sul sistema di gestione anticorruzione, emanata nell’autunno scorso,  di cui  si dispone della traduzione curata da UNI da dicembre 2016.

Sarà la nuova moda del momento ? E’ innegabile che detta norma contrattuale presenti, per le ragioni che analizzerò, più di un motivo d’interesse per tutte le aziende che già dispongano di un Modello 231 ed intendano aggiornarlo, sia per le criticità rilevate dal suo riesame che per modifiche intercorse nei processi operativi o, più semplicemente, per l’intervenuta necessità di  integrazione di nuovi reati presupposti.

Chiarisco innanzitutto che la norma in questione aiuta le organizzazioni nella lotta contro la corruzione, istituendo una cultura d’impresa fondata su integrità, trasparenza e conformità, offrendo supporto per prevenire, individuare ed affrontare la corruzione, non limitandosi all’indicazione di requisiti generici, ma indicando per più aspetti che cosa si deve fare.

Essendo una nuova norma strutturata secondo il modello ormai generalizzato di tutte le  norme contrattuali  aggiornate, può essere facilmente integrata con altri sistemi di gestione, come quelli riguardanti la qualità, l’ambiente e la sicurezza. Inoltre, con riguardo alla legge italiana, può essere parte integrante anche  del Modello 231 adottato.

Esaminando l’impostazione ed i requisiti della norma, appare a prima vista utilizzabile esclusivamente da parte delle grandi aziende, sia pubbliche che private, richiedendo un impianto organizzativo che si giustifica per strutture altamente esposte ad ogni forma di corruttela e molto articolate negli insediamenti e nelle funzioni.

Da un esame più approfondito la sua utilità  appare invece estendibile anche alle aziende di minore dimensione per una serie di ragioni.

In primo luogo, poiché ciascuna nazione presenta sistemi legislativi diversificati in materia di corruzione, l’applicazione del sistema di gestione previsto dalla norma contrattuale consente il superamento di queste diversità, essendo applicabile in qualsiasi Paese.

In secondo luogo, consente l’estensione della certificazione ad un ambito di attività a rischio che non trovano copertura da parte di altri sistemi di gestione; pertanto, se si considera che la prevalenza dei reati presupposto più significativi, in aggiunta a quelli sulla sicurezza e sull’ambiente, sono direttamente o indirettamente riconducibili a fenomeni di corruttela, l’integrazione della ISO 37001 in un Modello 231 che già soddisfi la prevenzione dei reati tramite i controlli operativi derivanti dalle procedure gestionali della qualità, piuttosto che della sicurezza o dell’ambiente, può consentire di realizzare una effettiva certificazione del Modello 231 nella sua interezza. In altre parole, con riferimento alla prevenzione dei reati connessi principalmente ai rapporti con le pubbliche amministrazioni e tra privati, l’applicazione della ISO 37001 verrebbe a determinare la stessa presunzione di idoneità ammessa dal legislatore italiano sui Modelli 231 che applicano sistemi certificati per la prevenzione  dei reati sulla sicurezza.

Un ulteriore motivo di utilità della norma è poi costituito dall’opportunità che i suoi requisiti offrono a qualsiasi PMI sulle forme e sugli strumenti di regolamentazione delle attività a rischio tramite i protocolli, indipendentemente dalla volontà di servirsi della norma stessa a fini di certificazione. Si citano, a titolo di esempio, le indicazioni fornite sulla “due diligence” da effettuare su clienti, fornitori e posizioni chiave: offrono infatti un presidio di controllo più efficace rispetto ai criteri di qualificazione abitualmente adottati.

L’applicazione dei requisiti della ISO 37001 potrebbe inoltre risultare, per questi aspetti, particolarmente efficace per le aziende orientate a filiere di produzione secondo la così detta “impresa 4.0” che comporta un utilizzo meno controllabile di molte risorse chiave.

Per le ragioni esposte, la nuova norma appare quindi di specifico interesse:

  • per le aziende che operano su più mercati esteri indipendentemente dalla loro dimensione;
  • per le imprese di nicchia che operano con committenti pubblici, in particolare tramite partecipazione a gare di appalto;
  • per le Concessionarie di pubblici servizi da parte di Enti locali, anche in considerazione della piena compatibilità della norma con i piani di prevenzione della corruzione ex l. 190/2012.

Concludo invitando tutte le società che intendano aggiornare i propri Modelli 231 a valutare con interesse i contenuti della nuova ISO 37001:2016, disponibile presso il Punto Norme di AQM.

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