Reati 231 – Frodi Iva

 

Significativi ampliamenti dei reati 231

Le società risponderanno anche delle frodi IVA

di Enrico PINTUCCI partner AQM per i Modelli 231

Continua ad allargarsi l’elenco dei reati che possono far scattare la responsabilità amministrativa delle società. Al reato di influenze illecite introdotto dalla legge anticorruzione tra pochi mesi si aggiungeranno le frodi IVA, insieme alle truffe nelle competizioni sportive e l’esercizio abusivo di giochi e scommesse. Approfondiamo gli aspetti relativi alle frodi IVA che riflettono un interesse generale da parte delle aziende.

Questa nuova fattispecie di reato amministrativo troverà applicazione con il disegno di legge che delega al Governo il compito di attuare la Direttiva UE 1371/2017 sul contrasto delle frodi che ledono gli interessi dell’Unione; detta direttiva dovrà essere recepita entro il 6 luglio.

Inizialmente la legge 231/2001 ha rappresentato un interesse per le imprese esclusivamente  per la materia riconducibile ai delitti contro la pubblica amministrazione ed alle inadempienze derivanti dall’applicazione delle disposizioni in materia di sicurezza sul lavoro ed ambientale, ma con il trascorrere degli anni l’attenzione è stata rivolta ad ogni forma di fenomeno corruttivo, spaziando dal riciclaggio di denaro alle responsabilità amministrative e contabili.

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L’inserimento delle frodi IVA riflette un possibile nuovo orientamento ad un allargamento dei reati presupposto a quelli di natura fiscale. Questa apertura rappresenterebbe una novità di non poco conto se si considera che sinora la categoria dei reati fiscali era sempre stata esclusa dal legislatore per evitare possibili sovrapposizioni di valutazioni giurisprudenziali e conseguente duplicazione di sanzioni. Si noti, fra l‘altro, che già all’atto di entrata in vigore della  citata direttiva gli Stati membri possono adottare norme più rigorose.

E’ bene ricordare che tra gli enti cui può essere attribuita la responsabilità amministrativa figurano non solo le persone giuridiche ma anche le Associazioni e che l’inclusione prescinde da dimensioni, dati economici, numero di addetti e complessità organizzativa. Pertanto, se si considera che, in contemporanea, entrerà in vigore anche la riforma del settore non profit che adegua, per molti aspetti, la governance delle Associazioni, è ragionevole sostenere che, entro l’anno, molti nuovi soggetti appartenenti al comparto dei servizi dovranno prendere in seria considerazione l’opportunità di adottare i Modelli 231. Si rammenta che, oltre alle sanzioni pecuniarie, la commissione di un reato previsto dalla 231 da parte di amministratori, dirigenti, dipendenti e collaboratori può comportare anche la revoca o l’esclusione di finanziamenti pubblici, lo stop ad autorizzazioni ed il blocco dell’attività.

Di seguito si riporta, nella sequenza cronologica, l’elenco dei reati previsti.

Nel 2001 sono stati introdotti i delitti contro la Pubblica Amministrazione e sulla falsità in monete ed in valori.

 

Nel 2002 si sono aggiunti i reati societari in merito a false comunicazioni sociali e formazione fittizia del capitale.

 

Nel 2003 sono stati previsti i reati di terrorismo o eversione ed i delitti contro la personalità individuale, in particolare sullo sfruttamento del lavoro.

 

Nel 2005 è stato previsto l’abuso di mercato e di informazioni privilegiate.

 

Nel 2006 sono state inserite le pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili ed i reati transnazionali su immigrazione clandestina, traffici illeciti, contrabbando e associazioni per delinquere.

 

Nel 2007 è stata prevista l’inclusione dei reati sulla violazione delle norme antinfortunistiche sul lavoro ed i reati di ricettazione e riciclaggio.

 

Nel 2008 è stata la volta dei delitti informatici.

 

Nel 2009 si è pensato di includere i delitti di criminalità organizzata, i delitti contro l’industria ed il commercio, la violazione dei diritti d’autore e le dichiarazioni mendaci all’Autorità giudiziaria.

 

Nel 2011 l’elenco è stato esteso ai reati ambientali.

 

Nel 2012 si è fatto riferimento all’impiego di stranieri irregolari.

 

Nel 2014 è stato aggiunto il reato di autoriciclaggio.

 

Nel 2017 si sono ancora aggiunte le discriminazioni razziali, etniche e religiose e l’istigazione alla corruzione tra privati.

 

Nel 2019 infine l’elenco si  completa con il traffico di influenze illecite e, nelle previsioni legislative, con le frodi IVA e le frodi sportive.

 

Escludendo alcuni reati di nicchia, la visione d’insieme non può non indurre a ritenere necessaria e praticabile l’adozione di un sistema di controllo interno basato sul Modello 231. Per questa ragione ribadiamo di ritenere inutile l’appesantimento dell’obbligatorietà per legge di applicazione del Modello.  

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